Conguaglio di fine anno 2018 dei contributi previdenziali e assistenziali

Come di consueto,  le operazioni di conguaglio dei contributi previdenziali ed assistenziali  possono essere effettuate, oltre che  con la denuncia relativa al  mese di dicembre 2018 (da presentare entro il 16.01.2019),anche  con quella relativa al mese di gennaio 2019 (da presentare entro il 16.2.2019), senza aggravio di oneri accessori.
Peraltro,  considerato che  le operazioni di conguaglio riguarderanno anche il TFR eventualmente destinato al Fondo di Tesoreria e le misure compensative, l’INPS  precisa che le operazioni predette potranno essere effettuate  anche con la denuncia relativa al mese di febbraio 2019 (da presentare entro il 16 marzo 2019), senza aggravio di oneri accessori.
Resta fermo l’obbligo del versamento o del recupero dei contributi dovuti sulle componenti variabili della retribuzione del mese di dicembre 2018, nel mese di gennaio 2019.
Ciò premesso, illustriamo di seguito gli aspetti più rilevanti, rinviando, per gli approfondimenti  tecnici, alla lettura della circolare Inps n. 123 del 28.12.2018 che si trasmette in allegato.

Massimale
Com’è noto, il massimale annuo, valido ai fini contributivi e pensionistici, si applica agli iscritti a forme pensionistiche obbligatorie successivamente al 31.12.95, privi di anzianità contributiva, nonché a coloro che optano per il calcolo della pensione con il sistema contributivo.
Tale massimale, per l’anno 2018, è pari a €  101.427,00. Esso trova applicazione per la sola aliquota di contribuzione IVS, comprensiva dell’aliquota aggiuntiva dell’1% dovuta sulle retribuzioni superiori alla prima fascia di retribuzione pensionabile.

Contributo aggiuntivo IVS
Anche le operazioni di conguaglio relative al contributo dell’1% (a carico del lavoratore) eccedente il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile fino al periodo “dicembre 2018” (per il 2018 pari a € 46.630,00 annui e ad euro 3.886,00 mensili) possono  essere effettuate, oltre che con  la denuncia relativa al mese di dicembre 2018 (da presentare entro il 16 gennaio 2019),  anche con quelle relative al mese di gennaio 2019 (da presentare entro il 16 febbraio 2019) e febbraio 2019 (da presentare entro il 16 marzo 2019).
L’Istituto ricorda che, ove gli adempimenti contributivi riguardanti le componenti variabili della retribuzione, siano assolti con la denuncia relativa al mese di gennaio 2019 (es. compenso lavoro straordinario), tali componenti non hanno incidenza sulla determinazione del massimale dell’anno 2018. Ciò, in quanto, ai fini del regime contributivo, gli elementi variabili sono considerati retribuzione del mese di erogazione e, quindi, hanno incidenza sul  massimale dell’anno di erogazione.

Elementi variabili delle retribuzioni

Come anticipato, qualora nel corso del mese intervengano elementi o eventi  che comportino variazioni nella retribuzione imponibile, può essere consentito ai datori di lavoro di tenere conto delle variazioni in occasione degli adempimenti contributivi relativi al mese successivo, fatta salva, nell’ambito di ciascun anno solare, la corrispondenza fra la retribuzione di competenza dell’anno stesso e quella soggetta a contribuzione (Delibera Consiglio di Amministrazione INPS n.5 del 1993).
Viene ricordato che gli elementi variabili della retribuzione, ai fini dell’imputazione nella posizione assicurativa e contributiva del lavoratore (CUD 2019  e mod.770/2019),  devono essere presi in considerazione secondo il principio della competenza (dicembre 2018) mentre, ai fini dell’assoggettamento al regime contributivo (aliquote, massimali, agevolazioni), devono essere considerati retribuzione del mese di gennaio 2019.

Fringe benefit
Il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai dipendenti non concorre a formare  il reddito da lavoro dipendente se complessivamente non superiore, nel periodo d’imposta, al limite di euro 258,23 (art.3 del D.lgs 314/97).
Qualora detto limite venga superato, il predetto valore concorre interamente a formare il reddito imponibile. In questo caso, il datore di lavoro dovrà provvedere, in sede di conguaglio, ad assoggettare a contribuzione tutto il valore e non solo la quota eccedente.
Al riguardo l’Istituto precisa che, nel caso in cui il predetto limite venga superato nel corso di più rapporti di lavoro, l’azienda che opera il conguaglio dovrà provvedere, ai soli fini previdenziali, al versamento dei contributi soltanto sul valore dei fringe benefit da essa erogati.

Per le operazioni di conguaglio i datori di lavoro  dovranno:

portare in aumento della retribuzione imponibile del mese cui si riferisce la denuncia  l’importo dei fringe benefit dagli stessi corrisposti qualora, anche a seguito di cumulo con quanto erogato dal precedente datore di lavoro, risulti complessivamente superiore a euro 258,23 nel periodo d’imposta e non sia stato assoggettato a contribuzione nel corso dell’anno;
trattenere al lavoratore la differenza dell’importo della quota del contributo a carico dello stesso non trattenuta nel corso dell’anno.

Prestiti ai dipendenti

Ai fini della determinazione in denaro del compenso in natura relativo ai prestiti erogati ai dipendenti (art. 51, c.4, lett. B del T.U.IR.), occorre assumere il 50% della differenza tra l’importo degli stessi calcolato al tasso ufficiale di riferimento vigente al termine di ciascun anno e l’importo degli interessi calcolato al tasso applicato sugli stessi.
La misura del  tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale dell’Eurosistema è attualmente  fissata dalla Banca centrale europea nello 0,00%.

Operazioni societarie
Nelle ipotesi di trasferimento d’azienda, ai sensi dell’art. 2112 c.c., il datore di lavoro subentrante dovrà effettuare le operazioni di conguaglio dei contributi previdenziali sulle retribuzioni complessivamente erogate nell’anno al lavoratore, anche relativamente alla decontribuzione, alle erogazioni liberali ed  ai fringe benefit.

Conguagli per versamenti quote di TRF al Fondo di tesoreria
Com’è noto, il versamento delle quote di TFR va effettuato mensilmente, salvo conguaglio a fine anno o alla cessazione del rapporto di lavoro.
In occasione delle operazioni di conguaglio, pertanto, le aziende devono provvedere alla sistemazione delle differenze a debito o a credito eventualmente determinatesi in relazione alle somme mensilmente versate al Fondo di Tesoreria e alla regolarizzazione delle relative misure compensative.
Per le aziende che hanno iniziato l’attività dopo il 31 dicembre 2006, gli obblighi nei riguardi del Fondo di Tesoreria scattano qualora alla fine dell’anno solare di inizio attività, la media dei dipendenti occupati abbia raggiunto  il limite dei 50 addetti.
In tal caso, le aziende sono tenute al versamento delle quote pregresse,  dovute a partire dal mese di inizio dell’attività.
Per quanto concerne il versamento delle somme a titolo di conguaglio di fine anno, tali importi  dovranno essere maggiorati del tasso di rivalutazione  (per il 2018 pari all’ 1,5%),  calcolato fino alla data di effettivo versamento.
Le aziende che, al 31.12.2018, abbiano raggiunto il limite dei 50 addetti,  devono trasmettere l’apposita dichiarazione entro il termine di trasmissione della denuncia UNIEMENS relativa al mese di febbraio 2019 (31 marzo 2019).

Rivalutazione del TFR al Fondo di Tesoreria e imposta sostitutiva
Com’è noto, anche il TFR versato al Fondo di Tesoreria deve essere rivalutato alla fine di ciascun anno, ovvero alla data di cessazione del rapporto di lavoro. Tale incremento – al netto dell’imposta sostitutiva – deve essere imputato alla posizione del singolo lavoratore.
Il costo della rivalutazione resta a carico del Fondo di Tesoreria. Sulle somme oggetto di rivalutazione, va versata all’Erario l’imposta sostitutiva del 17% (legge 190/2014,art. 1, commi 623 e 625), che grava sul lavoratore.
I datori di lavoro possono conguagliare l’importo versato relativamente alla rivalutazione della quota di accantonamento maturato  entro il mese di “dicembre 2018” presso il Fondo di Tesoreria, salvo conguaglio da eseguirsi entro il mese di  “febbraio 2019”. Per individuarne l’ammontare, i datori di lavoro potranno calcolare una presunta rivalutazione delle quote di TFR trasferite alla Tesoreria, avvalendosi dell’ultimo (o del penultimo) indice ISTAT.
Nel caso di somme conguagliate in eccedenza a titolo di imposta sostitutiva, all’atto del versamento dell’acconto o in altre ipotesi, le stesse potranno essere restituite attraverso la compilazione delle sezioni <Denuncia individuale> e <Denuncia aziendale>, con le modalità indicate nel documento tecnico di compilazione del modello Uniemens.

Per quanto riguarda, infine, eventuali recuperi per versamento, da parte del datore di lavoro, di quote, nell’anno 2018, a titolo di contribuzione di solidarietà del 10% riferita a previdenza complementare, i datori di lavoro interessati possono avvalersi del codice L938, seguendo le modalità operative indicate nel citato documento tecnico Uniemens.


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