Novità fiscali della settimana dall’11 al 17 febbraio 2019

Rassegna dei documenti di prassi emanati dall’Agenzia delle Entrate e dal Dipartimento delle finanze (MEF) e dei provvedimenti legislativi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.

Buoni pasto – Principio di diritto dell’Agenzia delle Entrate n. 6 del 12 febbraio 2019
Con il principio di diritto n. 6 del 12 febbraio 2019 l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcune precisazioni in merito al trattamento fiscale dell’utilizzo cumulato dei buoni pasto. In particolare, l’Amministrazione finanziaria ha chiarito che, ai fini del limite di esenzione dal reddito di lavoro dipendente (rispettivamente 5,29 euro e 7 euro giornalieri per i buoni pasto elettronici) che sono previsti dal TUIR, non ha alcuna rilevanza il divieto di cumulo oltre il limite di otto buoni pasto stabilito dal D.M. n. 122 del 7 giugno 2017. Pertanto, il datore di lavoro deve limitarsi a verificare il rispetto dei limiti di esenzione facendo unicamente riferimento al valore nominale dei buoni erogati.

Dichiarazione e certificazioni dei sostituti d’imposta – Principio di diritto dell’Agenzia delle Entrate n. 8 del 12 febbraio 2019
L’agenzia delle Entrate con il principio di diritto n. 8 del 12 febbraio 2019, indica il comportamento da seguire ad una società estera senza stabile organizzazione, proprietaria di alcuni immobili in Italia, che ha conferito l’incarico a professionisti residenti per prestazioni tecniche relative a lavori di ristrutturazione.
La società estera, rientrando tra i soggetti obbligati ad operare le ritenute sui corrispettivi pagati per le prestazioni ricevute da professionisti residenti e, conseguentemente, è obbligata a rilasciare l’apposita Certificazione unica.

Detrazione interessi passivi mutuo cosiddetto “misto” – Risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 36 del 12 febbraio 2019
Gli interessi passivi relativi a un mutuo misto, erogato per l’acquisto e la ristrutturazione di un immobile, sono “cumulativamente” detraibili solo se l’immobile viene adibito ad abitazione principale entro sei mesi dalla conclusione dei lavori e se non sono ancora trascorsi due anni dall’acquisto. Il chiarimento è stato fornito dall’Agenzia delle Entrate con il documento n. 38/2019, in risposta ad un contribuente che ha acquistato dal padre convivente una unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. Nello specifico, si tratta di una porzione del sottotetto, per la quale è stata presentata domanda di sdoppiamento e cambio di destinazione d’uso. A tal fine, è stato stipulato un contratto di mutuo destinato, in parte, all’acquisto e, in parte, alla ristrutturazione e si chiedeva di conoscere se tutti i gli interessi del mutuo fossero detraibili.

Iva per restauro e risanamento conservativo – Risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 49 del 12 febbraio 2019
Con la risposta a interpello n. 49 del 12 febbraio 2019 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’aliquota IVA applicabile in relazione all’effettuazione di interventi di restauro e risanamento conservativo.
Il caso riguarda il restauro e risanamento conservativo di una biblioteca nazionale con contestuale fornitura di scaffalature (per contenere libri e arredi vari) di tipo compattabile, ossia montate su basi mobili che scorrono su rotaie opportunamente integrate nel pavimento. In particolare, viene chiesto all’Amministrazione finanziaria se è possibile applicare l’aliquota IVA per gli interventi di restauro (agevolata al 10%), anche in relazione alla fornitura e posa in opera delle predette scaffalature.
L’Agenzia risponde in modo affermativo in quanto la fornitura di tali scaffalature fa parte di un insieme sistematico di opere, che integrano, completano e rendono possibile la prestazione principale di restauro e di risanamento conservativo.

Comunicazioni per la promozione dell’adempimento spontaneo riferite a più categorie reddituali – Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 15 febbraio 2019.
Con il Provvedimento del 15 febbraio 2019, l’Agenzia delle Entrate, ha stabilito le modalità con cui il Fisco mette preventivamente a disposizione dei contribuenti e della Guardia di finanza, elementi e informazioni dai quali risultano redditi, di varie tipologie, omessi o dichiarati soltanto in parte.
Le anomalie riscontrate, verranno inviate dall’Amministrazione finanziaria al contribuente via Pec o per posta ordinaria. Il destinatario della comunicazione può chiedere, direttamente o tramite intermediario, ulteriori elementi all’Amministrazione finanziaria o segnalare fatti e circostanze sconosciuti al Fisco, seguendo le indicazioni della comunicazione stessa. Se invece, il contribuente ritiene corretta la segnalazione di anomalia ricevuta dall’Agenzia delle Entrate, potrà regolarizzare la propria posizione mediante ravvedimento operoso.


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